Attenzione ai contenuti (e alle normative!)

25 Febbraio 2021
Posted in consulenza
25 Febbraio 2021 Sara

Attenzione ai contenuti (e alle normative!)

Abbiamo affrontato insieme cosa meglio scrivere sui social, cosa non e con quali contenuti riempire le pagine del nostro sito web, ma esiste qualcosa che non possiamo scrivere? Si!

Le leggi a cui fare riferimento per valutare se una pubblicità sia lecita o meno sono:

  • Legge 175/1992 art. 4-5-6-8-9
  • Decreto Legislativo 46/1997 art.21
  • Legge 248/2006 art. 2
  • Decreto Legislativo 138/2011 art. 3 comma 5
  • Decreto del presidente della Repubblica 137/2012 art. 4
  • Legge 145/2018 art. 1 commi 525 e 536

E ovviamente il Codice deontologico.

Difficile è dare un’interpretazione a tutte queste norme. CAO nazionale ha dato la sua in queste “Raccomandazioni” dalle quali ne risulta che la pubblicità deve essere:

  • Veritiera e trasparente: dobbiamo quindi dare un’informazione che corrisponda alla realtà e che sia chiara;
  • Corretta: in linea con i principi della normativa e del Codice Deontologico;
  • Funzionale all’oggetto: che riguardi la professione odontoiatrica;
  • Non promozionale ovvero una pubblicità che non miri puramente alla “vendita” come possono essere sconti e offerte speciali;
  • Non suggestiva: per cui il paziente non venga indotto ad un pensiero a causa di un con-dizionamento psicologico ed emotivo;
  • Non equivoca proprio perché il messaggio deve essere chiaro ;
  • Non ingannevole: si devono utilizzare contenuti che non siano forvianti;
  • Non denigratoria ovvero che non screditi l’eseguito di un collega per promuovere la propria attività.

 

Quindi non possiamo fare pubblicità?

 

No, non si vieta di farla ma bisogna attenersi a quello scritto precedentemente. I messaggi devono avere lo scopo di informare il paziente, di dare approfondimenti sui trattamenti offerti e sull’esperienza del professionista.

“Le comunicazioni informative da parte delle strutture sanitarie private di cura e degli iscritti agli albi degli Ordini delle professioni sanitarie di cui al capo II della legge 11 gennaio 2018, n. 3, in qualsiasi forma giuridica svolgano la loro attività, comprese le societa’ di cui all’articolo 1, comma 153, della legge 4 agosto 2017, n. 124, possono contenere unicamente le informazioni di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, funzionali a garantire la sicurezza dei trattamenti sanitari, escluso qualsiasi elemento di carattere promozionale o suggestivo, nel rispetto della libera e consapevole determinazione del paziente, a tutela della salute pubblica, della dignita’ della persona e del suo diritto a una corretta informazione sanitaria.” Art. 525 della 145/2018

 

Cosa si rischia?

 

In caso di violazione sono previste sanzioni disciplinari da parte degli Ordini e la segnalazione all’autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom).

“In caso di violazione delle disposizioni sulle comunicazioni informative sanitarie di cui al comma 525, gli ordini professionali sanitari territoriali, anche su segnalazione delle rispettive Federazioni, procedono in via disciplinare nei confronti dei professionisti o delle societa’ iscritti e segnalano tali violazioni all’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni ai fini dell’eventuale adozione dei provvedimenti sanzionatori di competenza. Tutte le strutture sanitarie private di cura sono tenute a dotarsi di un direttore sanitario iscritto all’albo dell’ordine territoriale competente per il luogo nel quale hanno la loro sede operativa entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. “ Art. 536 145/2018

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